Dalla Marmolada all'Engadina, da Salice d'Ulzio a Moena, tra telemark, attrezzature d'epoca, "bici-slitte" e vecchi bob. Con mostre e gare "a tema".
Carving, snowboard, fatbike e gopro. Sciare oggi è più facile grazie ai nuovi materiali. La tecnologia domina sulle piste da sci, con app per cellulari, giacche termiche e telecamerine sui caschi. Ma come si viveva la montagna cinquant'anni fa? Oggi si può tornare indietro nel tempo e provare l'emozione di indossare pantaloni di velluto, giacche di un tempo e sci di legno, in alcune località alpine in Svizzera e in Italia. E per chi non sa sciare c'è tanto altro divertimento "vintage", dal bob di un tempo al velogemel. E perché no? Alloggiare in alberghi dall'atmosfera antica per riscoprire piccoli piaceri di un tempo.
Svizzera, 150 anni di storia. In Svizzera quest' anno si festeggiano i 150 anni del turismo invernale. In Engadina è possibile partecipare ad una serie di eventi e mostre vintage. Fino al 30 aprile si tiene a St. Moritz nella Design Gallery la mostra degli storici poster illustrati che ripercorrono un secolo e mezzo di sport invernali. Oppure è possibile visitare, a Davos, il museo degli sport invernali, dove ammirare le pioneristiche attrezzature. I più avventurosi si possono cimentare sulla discesa a bordo di un bob d'antan presso l'Olympia Bob Run di St.Moritz fino al 1° marzo oppure volare sulle montagne svizzere a bordo di uno Junkers d'epoca. Questo evento richiede la prenotazione e si tiene solo il 3 marzo presso l'aeroporto dell'Engadina. Chi invece vuole vivere un'esperienza tranquilla e rilassante può godersi la neve e il paesaggio comodamente seduto sulla nostalgica e antica slitta trainata dai cavalli di Christof Huber. Tra i campi innevati, si viaggia accompagnati da un scampanellio, avvolti in calde coperte attraverso lo splendido paesaggio invernale di Schwarzsee.
Sciare come negli anni Trenta. Sempre per festeggiare i 150 anni di turismo invernale in Svizzera, a Wengen, sotto la guida di un maestro di sci, ogni venerdì pomeriggio è possibile tornare indietro nel tempo. I partecipanti indossano abiti, scarponi e sci dei tempi passati, messi a disposizione dall'organizzazione. Fissati gli scarponi agli sci non resta che cimentarsi sulle piste con il supporto di un maestro di sci e poi, chi lo desidera, può partecipare ad una gara con questa attrezzatura da sci d'antan.
Scendere sui mezzi più strani. A Grindelwald, nelle Alpi Bernesi, sotto l'Eiger, si può provare a scendere sulle piste con il velogemel (Velo = bicicletta, Gemel = in dialetto, slitta). Su alcune zone alpine è tuttora molto popolare e a Grindelwald può essere noleggiato e acquistato. Lo inventò nel 1911 Christian Bühlmann con l'idea di realizzare un mezzo di trasporto invernale che gli facesse risparmiare tempo per raggiungere i suoi clienti. Il Campionato mondiale di velogemel è uno degli eventi fissi del programma invernale di Grindelwald e ha luogo ogni anno. Per info, clicca qui. In alternativa, ad Adelboden, sempre Berner Oberland, si può scendere in sella ad uno skibock. Basta un vecchio sci segato, un po' di legno ed è fatta. Lo skibock è stato inventato quasi 100 anni fa da alcuni ragazzini di Adelboden per abbreviare il percorso casa-scuola. Semplice e ingegnoso, ha saputo sopravvivere fino ad oggi, ancora amato in molte località alpine. Così, ad Adelboden, non solo è possibile noleggiarne uno, ma anche acquistarlo. Quelli tradizionali sono realizzati con legno e un vecchio sci, i più recenti in alluminio e sistemi sofisticati di ammortizzamento. E per gli amanti dell'artigianato, non resta che costruirselo con l'aiuto di un esperto locale: Peter Allenbach. Il suo laboratorio è in via Ausserschwand 15, Adelboden.
Il soggiorno vintage. Oltre a cimentarsi in sport invernali d'antan, in Svizzera è possibile trascorrere un'intera settimana bianca all'insegna della montagna di una volta. Infatti, nella Bassa Engadina a Ramosch, è possibile soggiornare in un antico ospizio medievale, lo Hof Zuort dove rivivere le atmosfere di una volta. È oggi un albergo ristrutturato ma da sapore antico. Può vantare anche skilift veramente ecologici: tre cavalli che portano a monte sciatori e slittinisti.
La gara nostalgica sulle montagne piemontesi. In Italia uno degli eventi più importanti per i nostalgici dei tempi andati è certamente la "Gara di sci d'epoca", manifestazione giunta alla sua ventottesima edizione sulle piste della Via Lattea in Piemonte. La gara nasce da un'idea di Amedeo Macagno, appassionato e collezionista di sci d'epoca. Nel 1992 organizza la prima edizione della manifestazione che si svolge con la consulenza tecnica dell'AEASE; Associazione estimatori attrezzature e sci d'epoca nata per raccogliere, classificare e restaurare i "vecchi legni" d'antan. "L'iniziativa nasce in primo tempo andando a raccogliere gli sci nei cassonetti. Erano gli anni ottanta a Torino. Nessuno li voleva, nemmeno quelli di legno. Quando mi sono trasferito a Torino, mi sono portato dietro tutti questi sci vecchi, costruiti tra gli anni trenta agli anni settanta. Mi sono detto: ‘Perché non rimetterli in pista come si fa con un'auto o una moto d'epoca? D'altronde sono sempre mezzi di trasporto'", spiega Macagno.
Così nel 1992 decide di rimetterli in pista con una manifestazione che si svolge sulle nevi di Sportinia. "In quell'occasione parteciparono una cinquantina di persone nel comprensorio della Via Lattea. Sono scesi in uno slalom gigante con i pali di legno, che avevo fatto realizzare appositamente per la manifestazione. Le gare sono state sempre suddivise in due categorie: chi scende con gli sci più antichi di legno dei primi del novecento fino agli anni sessanta, e chi scende con gli sci di plastica e metallo, realizzati tra il 1960 e il 1975. I concorrenti non superano mai la cinquantina". Le difficoltà organizzative sono molte. "In un comprensorio come questo, dove lo sci è una vera e propria industria, noi siamo una nicchia", spiega. I partecipanti, "quasi tutti collezionisti di sci d'epoca e appassionati alla montagna di una volta", vengono dal nord Italia ma anche dall'estero. "Ma molti di coloro che giungono da noi preferiscono rimanere a guardare". Macagno ha fondato a livello locale un'associazione "con altri ‘ malati' di cose vecchie", al fine di restaurare e mettere a disposizione dei partecipanti sci d'epoca. Al momento possono garantire materiale per cinquanta partecipanti.
In primavera sulla Marmolada. Altro appuntamento imperdibile per gli amanti dello sci vintage è La Sbriséda. Questa manifestazione, che si terrà quest'anno l'11 aprile sulla Marmolada, è un evento votato al far rivivere i tempi in cui lo sci era una disciplina di nicchia e la Marmolada una meta per pochi amanti dell'estremo. Si tratta di una giornata di divertimento all'insegna dei costumi d'epoca e dei mitici sci in legno. Dopo il ritrovo a Malga Ciapela, i partecipanti scendono lungo l'emozionante "Bellunese", la pista più lunga delle Dolomiti (12 km), vestiti con abiti rigorosamente antecedenti agli anni '90 e, a discrezione degli sciatori, armati di sci d'epoca, ovvero di modelli storici artigianali, molti dei quali unici nel loro genere. All'arrivo, i partecipanti potranno godere di un delizioso menù tipico servito dai ristoranti della zona. Come la "Gara di sci d'epoca", La Sbriséda è suddivisa in categorie: sci di legno e scarponi cuoio, sci in plastica e scarponi in cuoio e sci di plastica e scarponi di plastica (fino al 1989).
Riscoprire il telemark. Nel comprensorio della Val di Fassa, invece, si tiene la Scufoneda, gara di sci con la tradizionale tecnica norvegese telemark. L'evento, organizzato dal Club Scufons del Cogo di Moena, si terrà dall'11 al 15 marzo. Il tema che caratterizzerà la manifestazione di quest'anno sarà la ricorrenza dei cento anni dell'inizio della 1° Guerra mondiale, e verranno organizzate visite con gli sci ai piedi nei luoghi che furono teatro di scontri tra i due eserciti.
Come si scia con l'attrezzatura di una volta? "La difficoltà principale di sciare con il materiale antico sta nello scarpone", spiega Amedeo Macagno. "Lo scarpone in cuoio e a lacci è completamente differente da quello moderno. Anche uno sciatore provetto avrebbe serie difficoltà. Deve cambiare completamente tecnica, centralità e modo di sciare. Quindi deve stare molto più in avanti. I più avvantaggiati sono coloro che praticano la tecnica del telemark anche con materiali moderni, poiché sono abituati a sciare con il tallone libero". Ma Macagno assicura che si può imparare in fretta: "Uno sciatore provetto può cimentarsi con il materiale più vecchio, e riuscire a sciare in maniera soddisfacente dopo qualche caduta con una giornata di pratica".
di Paolo Ribichini
La Reppublica

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